Primitiva

Presenze

Anno: 2015

Azienda: Pimar

“Primitiva” consiste in un sistema di arredi dalla forma organica, studiata sulla base della medesima costruzione geometrica,la quale, nella ricerca di un design antropomorfo, ispirato alla pratica di cinque posizioni yoga, pone le condizioni per una libera e creativa fruizione fisica e/o psichica. La collezione, sperimentando le potenzialità della materia litica (interpretata come fluida e flessibile) esercita un richiamo dei sensi che conferisce espressività e suggestione attrattiva.

La ricerca di equilibrio tra uomo e natura, basata sul concetto di intuitività, permette ad ogni singolo prodotto della collezione, di essere interpretato come una presenza emozionale attraverso la riscoperta di alcuni valori e gesti quotidiani, invitando alla libera e creativa interazione. Tali prodotti, pensati per creare rapporti ed esperienze, sono quindi il risultato di una rivalutazione del significato di funzione (la funzionalità risiede infatti nella potenzialità di creare una relazionetra l’oggetto ed il fruitore o tra i vari soggetti che ne fruiscono contemporaneamente), la quale crea l’opportunità per la manifestazione del comportamento, stimolando il fruitore a calarsi in un’esperienza divertente, provocatoria, gratificante e coinvolgente. Ogni prodotto si arricchisce quindi, di una funzione superflua rispetto ai bisogni primari, attraverso la ricerca del suo valore figurativo e del suo significato simbolico, evocando così l’inconscio collettivo il quale stimola la fantasia. Il processo animistico (comune al mondo della rappresentazione dei bambini e delle culture primitive), spontaneamente provocato dalle esigenze emotive personali (o collettive), e dalla carica immaginifica del prodotto, induce ad intendere lo stesso, in grado di stabilire con il mondo una relazione indipendente, allusiva a immaginari conosciuti o, in altri casi, a mondi fantastici. Tra le relazioni, oltre a quella strumentale a sensounico, del soggetto verso l’oggetto, esiste la relazione comunicativa, dove, al contrario, è l’oggetto ad avere effetto sul soggetto, evidenziando la sua valenza affettiva e sentimentale, che lo rende desiderabile. Tale operazione scopre e presenta il prodotto trasformato in uno strumento che permette la costruzione di un immaginario nel quale il fruitore si riconosce, proteggendo la sua componente più intima, quindi se l’oggetto è il veicolo dell’immaginario, l’immaginario diviene il veicolo di una relazione confidente e creativa che apre alla distensione.

 

Materiale: Pietra Leccese

 

www.pimarstore.com

 

Photo credits: Springo studio